La Storia

 
 
 
Pubblichiamo alcuni cenni storici sulla comunità e sul paese di Arbus a cura di  Antonello Piras, cittadino arburese.

1. TOPONIMO

L’origine del nome è totalmente sconosciuta, a dispetto di alcune opinioni che vorrebbero far risalire il toponimo a diverse fonti.

Il Vaquer, autore di un libro dedicato ad Arbus, stampato nel 1895 scrive: “D’onde tragga l’etimologia questa parola non saprei, né potei, per quante ricerche abbia fatto, raccogliere altro che congetture. ………Qualche scrittore, la vorrebbe far derivare da Albus, come per alludere al biancheggiare dei monti ricoperti di neve; né tale derivazione è ammissibile, perché la neve non ha, sui monti arburesi, che una brevissima durata,…..”

Totalmente opposta è l’opinione di mons.  S. Tomasi che, nell’opera “Memorie del Passato Appunti di Storia Diocesana” riporta: “….questa etimologia è ammissibile, ed è l’unica vera definizione, perché tra i paesi vicini, Arbus è il paese di più alto livello, più facilmente nevicabile. E comunque, come vi sono dei nomi derivanti da qualità permanenti del luogo, vi sono altri nomi che derivano da fatti eccezionali. Per cui chi adottò per primo il vocabolo Arbus poté riferirsi ad una occasione particolare in cui i monti erano bianchi neve.”

Vero è che abru,  àrbia, àrbiu, arbu,  in lingua sarda significa bianco. Spinarba è la spina bianca; linnarbu il pioppo o il legno bianco, ma non si può dare con sicurezza l’origine del toponimo sulla base di queste congetture. L’unico riscontro documentato lo fornisce lo storico Salvatore Vidal 1575 – 1647, che nella cronaca della distruzione del villaggio di Serru (1610) chiama gli Arburesi “Albensi” e Arbus “Albus”. 

Altra ipotesi è quella che vorrebbe far derivare il nome da àrburis, ciò che in lingua sarda significa alberi. Pure questa ipotesi non presenta solidità ad una più attenta analisi, infatti àrburis /alberi è nella variante logudorese, mentre il campidanese traduce più comunemente màtas. È molto improbabile che logudoresi abbiano dato questo nome, anche perché la zona dell’Arburese non aveva sicuramente una forestazione più fitta di quella del capo di sopra.

Si trova pure scritto che deriverebbe da Arabus / arabi, in quanto Arbus era esposto a razzie arabe. Pure questa origine presenta difficoltà. Bisogna considerare che la cultura sarda tende ad esorcizzare il pericolo, quasi che il nominarlo lo renderebbe in qualche modo presente. Per questo ne muta il nome in qualche cosa di benevolo, per esempio animali temuti prendono nomi di persone o cose benevoli, dolci e gradevoli. È il caso della donnola chiamata yàna de muru / fata del muro, in campidanese buchemeli / bocca di miele, oppure la volpe che prende vari nomi umani nelle diverse zone della Sardegna, Mariàne, Dzoseppe, in campidanese più comunemente  maragiani / Mariagiovanni. Il tabù linguistico addirittura annulla la parola, come nel caso di certe malattie che non vanno mai nominate. Ed allora, perché mai gli Arburesi avrebbero mutato il nome del loro villaggio con uno che evoca il pericolo, quali le razzie arabe?

I toponimi dei luoghi difficilmente mutano, anche quando per l’evolversi della lingua si perde il significato originario. La radice Arb potrebbe appartenere al sostrato paleosardo  giunta fino a noi nella fonetica, ma della quale sì è perso il significato.

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